Giardini d’inverno

“I giardini che fotografo sono emersi nella terra di nessuno delle zone non-urbane, in spazi vuoti che esistono in città, sempre vicino a grandi complessi abitativi. Affinchè i giardini appaiano, c’è bisogno di un pezzo di terra ragionevolmente ampio, assenza di proprietà privata e gli abitanti degli edifici vicini. Questa è la costellazione che genera quei giardini suburbani che mi meravigliano. Io fotografo i giardini d’inverno, fuori stagione, senza persone. Essi allora non adempiono alla loro funzione e questo si somma alla loro indefinitezza , conferendo un nuovo significato. Per la loro transitorietà i giardini sono luoghi dove alle cose viene data una nuova funzione. I processi principali sono il riciclaggio, l’improvvivazione, il disordine formale e un’ecologia alla buona. I giardini sono campi da gioco per la contemplazione degli adulti, oppure luoghi di rifugio per gli abitanti delle città nostalgici della vita in campagna, …” Jasenko Rasol – Aftermath, changing cultural lands _PN 27.10.12-30.1.13

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